Sky Glow

Il cielo notturno sotto scacco

Come promesso questa settimana inizieremo ad analizzare l’inquinamento luminoso nei suoi molteplici aspetti, per fare ciò è importante strutturare una traccia da seguire, una sorta di linea guida che permetta di avere chiaro il quadro degli argomenti.

Appoggiandoci al sito dell’International Dark-Sky Association (IDA) dove l’ente ha pubblicato il rapporto sullo stato del 2022 dell’illuminazione notturna denominato Artificial Light At Night (ALAN).

La notte infatti non è completamente buia a causa di molteplici sorgenti di luce naturale tra cui la ricombinazione atomica negli strati alti dell’atmosfera, la luce delle stelle o la luce del sole riflessa dalle nubi.

Il rapporto, compilato utilizzando come fonte principale l’Artificial Light at Night Research Literature Database (ALANDB), è una raccolta di studi e articoli scientifici specifici, curato da esperti in diversi campi della ricerca ALAN, che comprende oltre 3500 pubblicazioni sulle cause e gli effetti dell’inquinamento luminoso.

Il documento riassume lo stato attuale delle conoscenze sugli effetti di un uso inappropriato e crescente della luce artificiale di notte, appunto lo SkyGlow, secondo sei temi chiave: il cielo notturno (Sezione 1); fauna e ecologia (sezione 2); salute umana (sezione 3); la sicurezza pubblica (sezione 4); sicurezza energetica e cambiamenti climatici (sezione 5); e la giustizia sociale (sezione 6).

Nel testo è possibile anche trovare una discussione sulla minaccia emergente da inquinamento luminoso causato da oggetti in orbita intorno alla Terra (Sezione 7). Infine, si conclude presentando le lacune di conoscenza che esistono all’interno di questi argomenti (Sezione 8).

SKY GLOW: DI COSA SI TRATTA?​
Il sintomo più immediato dell’inquinamento luminoso è il fenomeno dello “SkyGlow”.

Lo SkyGlow è letteralmente l’irradiazione diffusa del cielo notturno in presenza di grandi impianti di illuminazione esterna. Gli strati inferiori dell’atmosfera terrestre diffondono la luce emessa vicino al suolo. Parte di quella luce sfugge all’atmosfera dove i satelliti orbitanti intorno alla Terra la rilevano, e molti raggi di luce incontrano molecole e piccole particelle nell’atmosfera. Queste interazioni reindirizzano i percorsi di quest’ultima verso il suolo.

Di conseguenza gli osservatori vedono la luce che sembra provenire dal cielo notturno stesso ma si tratta in realtà dello Skyglow che compete con la debole luce degli oggetti astronomici nel cielo notturno, abbassando il contrasto e rendendone difficile o del tutto impossibile l’osservazione. Questo primo status si riflette negativamente non solo tra le schiere di appassionati ma danneggia la ricerca e la salute collettiva.

LO SAPEVATE CHE L”80% DELL’UMANITÀ VIVE SOTTO UNA COLTRE DI INQUINAMENTO LUMINOSO?
Tra le metodologie di raccolta dati, il telerilevamento è un metodo per misurare le proprietà di qualcosa a distanza senza campionare direttamente. Viene spesso applicato alle osservazioni del nostro pianeta effettuate da satelliti orbitanti. Quando questi satelliti guardano la luce sul lato notturno della Terra forniscono una visione della scala globale del problema dell’inquinamento luminoso.

Negli ultimi anni, i ricercatori hanno imparato molto sulla diffusione dell’inquinamento luminoso in tutto il mondo studiando i dati di telerilevamento. Hanno scoperto che l’80% di tutta l’umanità e più del 99% di Stati Uniti ed Europa si trovano letteralmente sotto una coltre di inquinamento luminoso perenne.

Da questa prima occhiata ci rendiamo subito conto della complessità del problema e della mole di informazioni necessarie per approcciarlo. In questo articolo abbiamo appena scalfito la superficie del primo punto presentato dalla relazione ALAN dell’ International Dark Sky Association.

Nei prossimi numeri approfondiremo ancora questo tema prima di dedicarci alle altre sezioni di questo importante documento IDA.

Articolo liberamente tratto da:
darksky.org
cielobuio.org